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Migrazione di un sito senza intoppi? Ecco i passi fondamentali da seguire!

Autore:Monica Brignoli

11 min di lettura

15 febbraio 2019

Le pagine di un sito web presenti negli indici dei motori di ricerca acquisiscono valore con il passare del tempo, grazie al contenuto presente in esse e ad eventuali link in ingresso ricevuti. Questo valore, attribuito dall’algoritmo del motore di ricerca, permette alle pagine di ottenere una certa visibilità e di essere trovate dalle persone che effettuano una ricerca in target con il contenuto della pagina.

Nel momento in cui si decide di rifare il sito, però, e si decide di modificare l'architettura del sito o di cambiare il nome dominio, una gestione non corretta della migrazione potrebbe avere conseguenze gravi sulla visibilità del sito e su tutto il lavoro SEO effettuato in passato.

Come si presenta una situazione di migrazione “mal riuscita”?

calo di traffico migrazione sito

Il grafico illustra la migrazione di un sito che non è stata effettuata correttamente, infatti nel corso di due settimane ha perso più dell’80% del traffico. Si è trattato di un'operazione effettuata da un’agenzia di sviluppo con poche competenze in materia di posizionamento, e soprattutto di migrazione siti. Purtroppo sono corsi al riparo troppo tardi, e sarà complicato recuperare la visibilità persa.

A cosa serve la migrazione di un sito?

La migrazione di un sito è necessaria per non perdere il posizionamento raggiunto, per evitare cali di traffico organici, per migliorare la visibilità dei contenuti del sito, ma, cosa più importante: per garantire la continuità della navigazione dei visitatori.

Uno dei problemi più ricorrenti e anche uno dei più gravi che si verificano quando un sito viene ristrutturato o spostato, infatti, è il 404 Page Not Found, cioè l'errore che il server trasmette quando una pagina risulta come non trovata. Se un visitatore cerca un prodotto specifico su Google, ma la scheda prodotto non è raggiungibile in quel momento, il visitatore uscirà dal sito e cercherà altrove… è inevitabile!

La migrazione di un sito web è una tra le attività SEO più delicate e sottovalutate dai webmaster e per effettuarla senza intoppi sono richieste ottime competenze tecniche.

Migrazione sito web: quali casi necessitano di reindirizzamento?

Il reindirizzamento è necessario quando si svolgono le seguenti attività:

Questo tipo di attività va svolto su qualsiasi tipologia di sito web, che sia una semplice vetrina, un catalogo, un e-commerce o un blog. Gli unici casi che non necessitano dell’attività di reindirizzamento sono lo spostamento del sito senza modifiche evidenti alle URL, il cambio di server e l’aggiornamento della piattaforma. D’altra parte, questi interventi possono impattare sulla velocità di caricamento delle pagine, perciò è sempre meglio fare un check con PageSpeed Insight.

Qual è il periodo ideale per effettuare una migrazione?

È bene individuare una finestra temporale all’interno della quale eseguire la migrazione: un lasso di tempo tranquillo, non fondamentale ai fini del business, dove il traffico è già fisiologicamente più basso per ragioni di stagionalità delle ricerche.

Un e-commerce specializzato in costumi da bagno, ad esempio, dovrebbe effettuare il restyling del sito tra l'autunno e l'inverno, mentre un negozio di articoli sportivi invernali dovrebbe svolgere l’attività all'inizio dell’estate, per non compromettere i risultati.

In questo modo è possibile ridurre gli effetti di eventuali malfunzionamenti e destinare maggiore potenza del server all'aggiornamento dell’indice da parte di Googlebot.

Quando fare una migrazione del sito: analizzare la stagionalità

Quali dati è essenziale migrare?

L’attenzione al dettaglio è fondamentale in questa fase. Al di là dei redirect, ecco un breve vademecum che identifica gli elementi imprescindibili da migrare:

SEO check: quali attività svolgere durante una migrazione?

Adesso che hai ben chiaro il concetto e sai cosa significa reindirizzare un sito web, possiamo entrare nel dettaglio e definire una lista di attività (SEO checklist) da splittare in 3 fasi: pre-migrazione, migrazione e post-migrazione.

1. Fase pre-migrazione

Pensiamo a questa prima fase come fosse l’inventario di un negozio: il periodo più delicato, necessario a preparare il sito allo spostamento.

Indipendentemente dalle ragioni che stanno alla base del progetto di migrazione del sito, è necessario avere obiettivi chiari, poiché questi aiuteranno a impostare e gestire le aspettative. Le attività da svolgere durante la pre-migrazione sono:

Migrazione di un sito web: redirect 301

2. Migrazione

Una volta completate le attività inerenti alla prima fase, si è pronti per la messa online.

In concomitanza con il go-live del nuovo sito web si procederà con i seguenti punti:

3. Post-migrazione

È la fase di controllo, che ha come core il SEO check dell’indicizzazione, dei posizionamenti, delle performance del nuovo sito.

Per facilitare l’analisi esistono tool che possono esserci di aiuto, ma da soli non bastano: è necessario integrarli con un controllo manuale. Tra le varie attività contemplate in questa fase:

Hai svolto tutte le attività correttamente, ma nonostante ciò hai subito un calo di visite dopo la migrazione?

Dopo la pubblicazione c’è sempre una fase di assestamento, poiché gli spider devono avere il tempo di elaborare un po’ alla volta tutte le pagine e i contenuti del nuovo sito. In questa fase può succedere che il punteggio di qualità di alcune pagine subisca delle variazioni.

Per i siti più piccoli, si consiglia di attendere almeno un periodo di 4-6 settimane per vedere i primi risultati significativi, ma per i siti web di grandi dimensioni potrebbe essere necessario attendere fino a due-tre mesi prima della misurazione. Ad ogni modo, se la migrazione seo del sito è stata fatta bene e se è stata implementata a monte una corretta strategia di posizionamento, il tempo di assestamento sarà nettamente minore.

In questo articolo ho fornito alcuni spunti su cui prestare attenzione durante un processo di migrazione SEO. Attività del genere possono richiedere diverse giornate di lavoro, ma mettono al sicuro da cali di traffico e perdite di fatturato.

Qual è la tua esperienza con la migrazione di un sito web?

Se hai critiche o suggerimenti per migliorare questa guida su come migrare un sito correttamente, lasciami, come sempre, un tuo commento qui sotto.

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Monica Brignoli

Monica è una Senior SEO Specialist da sempre appassionata al mondo della scrittura e della cultura digitale. Al termine di un percorso di studi artistico-letterario, inizia a lavorare all'interno di una web agency di Bergamo, occupandosi di numerosi progetti di successo. Dopo quattro anni entra a far parte del team SEO della Fattoretto Agency, un’agenzia Seo & Digital PR specializzata in e-commerce. Nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa per diversi blog di settore e partecipa come relatrice o docente alle conference italiane dedicate al web marketing. Scopri i suoi articoli!

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